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Addio a Luciano De Crescenzo, grande artista napoletano

Scrittore, attore, autore, regista aveva 90 anni ed era malato da tempo.


Si è spento oggi a Roma Luciano De Crescenzo. Lo scrittore, regista e attore napoletano soffriva da anni di una malattia neurologica ed è deceduto, per le conseguenze di una polmonite.

“Lo scrittore e regista Luciano De Crescenzo è morto oggi, giovedì 18 luglio, intorno alle ore 16, presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS per le conseguenze di una grave malattia”. Lo comunica lo stesso ospedale romano in una nota. “De Crescenzo, nato a Santa Lucia (Napoli) il 20 agosto 1928, era ricoverato da circa due settimane presso l’UOC di Pneumologia del Gemelli, diretta dal professor Luca Richeldi. Accanto a lui i familiari e gli amici più cari che lo hanno accompagnato anche nell’ultima fase della sua malattia”.

Considerato l’ultimo simbolo della cultura partenopea, De Crescenzo ha scritto oltre 50 libri, venduto oltre 18 milioni di copie nel mondo di cui 7 milioni solo in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 Paesi.

Prima di dedicarsi alla scrittura e allo spettacolo, De Crescenzo ha svolto la professione di ingegnere. Per questo motivo era conosciuto anche con il soprannome di “ingegnere filosofo“. Tra le sue frasi più celebri, si ricordano: “La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano”, “Al niente preferisco l’Inferno, se non altro per la conversazione” e “Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare” e “Ognuno è meridionale di qualcuno”. Della sua Napoli, diceva: “A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana”.

De Crescenzo, negli anni ha scritto, diretto e interpretato quattro film: “Così parlò Bellavista” nel 1984, “Il mistero di Bellavista”, il sequel girato l’anno seguente, poi “32 dicembre” nel 1988 e “Croce e delizia” nel 1995. Da attore è stato diretto, tra gli altri, da Renzo Arbore nel film “Il pap’occhio” nel 1980 e da Lina Wertmüller in “Sabato, domenica e lunedì” nel 1990.

“Con la scomparsa di Luciano – scrive in una nota l’amico e collega Renzo Arbore – perdiamo tutti un grande amico. Era un maestro per tutte le cose belle che c’ha fatto conoscere. E’ una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso”.

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha dichiarato: “Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano. Persona di estrema intelligenza, enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano mancherà molto a Napoli e alla sua gente, lo ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine”.

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