Facciamo un pacco alla camorra”?

È da questa domanda che nasce una storia bellissima, ambientata in territori in cui il “sistema” camorristico ha storicamente tentato di sostituirsi a quello istituzionale, in cui, i suoi protagonisti, si sono ribellati al dominio delle cosche con l’esercizio di buone pratiche, anzi, ottime pratiche!

Era il 2012, quando alcuni imprenditori, che nel tempo avevano ridato dignità e speranza ai propri territori, con la costituzione di cooperative sociali su beni confiscati alla camorra, incontrandosi hanno ben pensato di essere ancora più incisivi per il bene della collettività e, con un gioco di parole che mette in scacco la camorra, è nata N.C.O.: “Nuova Cooperazione Organizzata”.

Un progetto nato da una visione meravigliosa di agricoltura sociale a filiera corta ed etica. Si tratta di “un modello di sviluppo, un nuovo welfare innovativo locale, attraverso una prospettiva multidimensionale e fortemente pragmatica volta all’esplorazione di nuove forme di integrazione tra profit e no profit, tra pubblico e privato”.  N.C.O. è fatta di persone, di uomini e donne, che si mettono in gioco anteponendo il bene della collettività al proprio, costruendo ogni nuovo giorno, vivendolo pienamente con il solo obiettivo di fare la differenza per la propria terra e per tutti coloro che sono ai margini di una società che, tristemente, premia una visione basata sul capitale.

“Facciamo un pacco alla camorra” racconta di un riscatto che parte dalla presa in carico di soggetti svantaggiati e passa attraverso la riappropriazione dei beni confiscati alla camorra e di beni comuni abbandonati. L’iniziativa si propone di offrire un mix di prodotti, all’interno di un pacco natalizio, da regalare ai propri cari, o per farne un gadget aziendale per fornitori o clienti. Un pacco, la cui vendita servirà a raccogliere fondi per sostenere progetti e attività delle tante realtà che costituiscono N.C.O.

L’iniziativa Facciamo un ‘Pacco alla camorra’ è sostenuto da una solida rete di collaborazione che il Consorzio NCO, ideatore del Pacco, promuove in collaborazione con Comitato don Peppe Diana, Libera, Cittadinanza Attiva e in partenariato con l’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport) e con il Fondo assistenza per il personale della Polizia di Stato che si occupa dei più fragili.

“Acquistare il pacco in questo momento significa anche investire nella tenuta sociale ed economica della parte più fragile del Paese”, significa non abbassare lo sguardo da chi è in difficoltà. Stappare una bottiglia di vino o mangiare una fetta di panettone artigianale con la confettura di mela annurca trasformata su un bene liberato dalle mafie, ha un sapore particolarmente buono, giusto e di speranza per un anno nuovo e migliore”.

Ogni anno il pacco prova a sensibilizzare l’opinione pubblica verso tematiche sociali, quest’anno è ispirato alla donna, ed è dedicata alla sua capacità di coniugare resilienza e solidarietà, coraggio e dolcezza, innovazione e storia. L’obiettivo è allontanare qualsiasi tipo di discriminazione reclamando diritti spesso negati, sospesi ed annullati. Facciamo un Pacco alla camorra invita a superare insieme ogni barriera divisiva conferendo dignità a territori e persone.

Da novembre, su Amasud, sarà possibile acquistare il pacco, ed è garantito, che se lo ordinerete, sarà una grande soddisfazione esclamare: “FACCIAMO UN PACCO ALLA CAMORRA!”

COS’E’ AMASUD

Si tratta di un marketplace, che ha tra i suoi obiettivi principali, quello di aiutare lo sviluppo sostenibile e la crescita delle imprese e dei produttori del sud Italia. Si tratta di una vetrina web, attraverso la quale le aziende hanno la possibilità di proporre i propri prodotti, o servizi, oltre i confini territoriali.

“La motivazione che spinge i fondatori di Amasud – come sottolinea Gianluca Sionne patron dell’idea – è quella di rendere il sud partecipe, e protagonista, all’economia nazionale, con una ricaduta in termini di ritorno fiscale sui singoli territori di appartenenza, che vedrebbero migliorata la propria qualità di vita in termini di welfare e di infrastrutture”.

Per entrare a far parte di questa vetrina, infatti, bisogna avere la sede legale della propria azienda in una delle regioni del sud Italia (compreso basso Lazio), in modo da favorire il processo virtuoso: Compra al sud, fai crescere l’Italia.

L’etimologia del nome racchiude l’essenza di Amasud: l’amore per il meridione. È la territorialità, il valore aggiunto delle aziende presenti nel marketplace, ma non è l’unica caratteristica. Attraverso una mappa del territorio, infatti, sarà possibile individuare l’area di pertinenza di ogni singola realtà, la sua storia, i suoi prodotti, talvolta frutto di un’artigianalità, ancorata a profonde radici locali.

Un progetto ambizioso, che ha tutte le caratteristiche del mecenatismo economico, volto a creare un nuovo modo di presentare i tanti prodotti, simbolo di un territorio estremamente fertile, ma svantaggiato dal punto di vista delle infrastrutture: quali strade, collegamenti via ferrovia, diffusione della rete e della cultura digitale. Un marketplace che offre gli stessi vantaggi di crescita e di visibilità anche a tutti quei piccoli produttori o commercianti, che risiedono in aree difficili da servire e/o che hanno difficoltà d’approccio al web, come piazza di vendita e come vetrina internazionale, ma volto anche a tutte le aziende che godono già di una visibilità e diffusione capillare

Sito web: www.amasud.it

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