“DEVOTUM (DEVOTI)”, commedia-musical al Bolivar

C. S.

Con Devotum gli autori hanno voluto, progettare e disegnare perfettamente un gioco ad incastro, con un percorso obbligato, attraverso uno dei più antichi riti di religiosità popolare del meridione, volendo profondamente partecipare e contribuire con questo documento di costume ad un messaggio di fede e soprattutto di speranza per la nostra terra, per realtà meno “luminose” di Napoli raccontato in due atti tra scene, canzoni e coreografie. E’ la vicenda di una famiglia medio-borghese ove il capofamiglia, Alberto Starace, fortemente influenzato nelle emozioni dalle vicissitudini indotte dalla realtà che lo circonda, in maniera austera e determinata da uomo rispettato qual’è, gestisce la gamma degli eventi con superba decisionalità negli atteggiamenti. La diversità si dissolve poi, come per miracolo, con le suggestioni suscitate dal suo subconscio, con l’imprevedibile apparizione della Madonna, che ne determina la metamorfosi da boss a uomo convinto di fede, dopo aver subìto l’indiscriminato fascino mistico. Il “fanatismo” religioso nei suoi eccessi, la pietà popolare, con le sue radici: vedi nei quadri gli storici avvenimenti che si svilupparono e che ci hanno tramandato quei gesti antichi di devozioni dal 1450 e oltre fino ad oggi; e le sue manifestazioni o prodigi sono al centro di tutto, oltre alle crude ed atroci scene di violenza della realtà dei giorni nostri.                                                                      

Nota di regia: lo si può definire un testo tra i più drammaturgicamente compatti perché, oltre a proporre quegli affreschi corali sacri e profani, quella galleria di personaggi che si determinano scenicamente, talvolta anche con poche battute, quella testimonianza di una realtà e di un’epoca viva e presente, ci porta a seguire le vicende umane dei protagonisti fino all’intimità piccolo-borghese dove spogliati del loro rappresentarsi sociale, ce li ritroviamo in tutta la loro umanità, patrimonio comune della società. 

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