Al Bellini “La musica provata” di e con Erri De Luca

C. S.

Sul palco De Luca non suona strumenti, eppure è la star che riporta dal vivo tutte le sue passioni musicali descritte nel libro, splendido collage di ricordi e testimonianze sonore ma anche imprevedibile saggio di storia canora nel quale c’è posto per la curiosa nascita sul Mar Nero di ‘O sole mio, per il ricordo del Sergio Endrigo di Aria di neve, primo brano cantato da De Luca negli anni ’60, e per l’omaggio dovuto all’esecuzione di Luna rossa da parte di Caetano Veloso, il più napoletano dei musicisti brasiliani.

Un mix perfetto di musica e parole, di un gruppo di amici che, in uno scantinato, si sono divertiti a costruire un percorso poetico e musicale, per palati sopraffini.

Erri De Luca è il direttore, con la sua area sognante, la verve napoletana doc, combinatore di musiche costruite su suoi testi, perché “le parole vengono prima della musica”.

Questo spettacolo è destinato a restare nella memoria di chi ha la fortuna di gustarlo. Erri, apparentemente dimesso e in sordina, “patriota del vocabolario” come si è autodefinito, snoda uno dopo l’altro momenti-chiave della sua vita ma non solo. E’ sempre a partire dalla sua esperienza che costruisce storie e racconti, intorno al mar Mediterraneo, l’unico “nostrum”, tanto da chiamarsi “scrittore salmastro”, circondato sempre da storie in cui il mare comunque accompagna gli eventi, sia che si tratti di migranti, sia di viaggi avventurosi, sia di divinità precedenti al monoteismo, di cui il Mediterraneo è stato portatore.

E da ateo, Erri descrive simboli e religioni, riti e credenze, fino al don Chisciotte che raffigura un grande testo nel suo pantheon, pur identificandosi egli più col ronzino dello

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