Enrico Letta

Enrico Letta ha preso, ormai da tempo, in mano il destino del Partito Democratico. L’ex Presidente del Consiglio guida un partito che si è dimostrato indietro su tutte le battaglie simbolo ma anche il più responsabile.

Enrico Letta: il leader responsabile della sinistra che deve anche cambiarla

Intorno alla figura di Enrico Letta si muove un po’ di ipocrisia pregiudiziale oltre che di malafede. Ha preso la sinistra che stava sprofondando dopo l’ennesima scissione, ma certo non ha potuto ancora far molto se non preparare la campagna elettorale. Il giudizio nei suoi confronti è offuscato, e ci mancherebbe altro. Nessuno tra gli analisti politici ha davvero capito che cosa sarà il Pd e soprattutto dove vorrà andare. Parliamo di un partito storico, ma anche storicamente in mano a democratici di sinistra, di centro sinistra per la precisione. Niente estremismi, sebbene la base elettorale del Partito Democratico per anni abbia spinto all’estremismo di sinistra. Enrico Letta si incastra in questo contesto come il parmigiano sulla pasta al sugo, sgombriamo il campo dai dubbi: è davvero il suo habitat naturale.

Il segretario del Partito Democratico ha già deciso la linea. Finalmente la sinistra smetterà di rincorrere la Lega sui temi, ma dirà cose di sinistra che contrastano la destra. In Italia, ormai da tempo, abbiamo vissuto un paradosso politico: esiste una sinistra di centro, una destra di centro e poi due alee di estrema destra senza che vi sia un’estrema sinistra (la naturale controparte tematica). Ora il Movimento 5 Stelle si è consacrato sui temi della sinistra ma non ha una storia politica lunga, ed un elettore di sinistra è uno che vuole una storia consolidata oltre ad avere una buona memoria.

In sostanza, Enrico Letta deve capire come posizionare il Pd in questo contesto politico. Va bene la responsabilità: il Pd prende le decisioni scomode anche nella larga coalizione, invita alla vaccinazione ed è favorevole all’obbligo. Serve però qualcosa di più e lo ha dimostrato il caso della Cannabis, che online ha quasi raccolto le firme per andare a referendum. “Regalo ai fattoni”, ha etichettato ieri sera donna Giorgia Meloni. Perché Letta non si esprime sull’argomento? Semplice, ha ancora troppa paura così come dell’eutanasia. Battaglie troppo bloccate in un Parlamento bacchettone ostaggio dell’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Troppi fedelissimi.

Insomma, Enrico Letta ha caratura ed ha coraggio ma è uno sceriffo disarmato che deve limitare i danni fino alle nuove elezioni. Fino a che, in Parlamento, non ci andrà la delegazione a lui fedele che possa, finalmente, portare in auge le battaglie che i suoi colleghi bloccano da sempre. Quindi vedremo finalmente la sinistra? La domanda sarebbe legittima.

Share This:

Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura a Colori