Il racconto di Andrea Carlino “così è cambiato il modo di vivere la fotografia”

551782_4081208237003_1522961902_nRitratti, Reportage e molto altro… Andrea Carlino, noto fotografo professionista da anni nel settore della moda e non solo, ci racconta la sua esperienza lavorativa e professionale, attraverso un’intervista esclusiva, che ci permette di capire come sia cambiato il mondo della fotografia con l’avvento del digitale:

Quando hai scoperto che la fotografia era la tua grande passione?

Ho iniziato ad amare la fotografia durante l’università, quando presi in prestito la macchina fotografica a mio fratello. Lo ricordo ancora era una pentax, con lei feci un viaggio e da allora capii che senza la macchina fotografica, ovvero la mia bimba, non potevo vivere.

Quali sono stati i tuoi primi scatti?12006632_1056313484393924_3574820929497117335_o

Inizio fotografando le amiche e i tramonti, come tutti i principianti. La mia è stata una passione che ho coltivato pian piano leggendo, studiando i maestri della fotografia passata e contemporanea.

Quali “maestri” preferisci?

Salgado a Cartier-Bresson, Scianna, Fontana, Roiter… ce ne sono tanti, questi nomi solo per citarne qualcuno.

dscf_2596-ok3-2Quindi per imparare la fotografia bisogna studiare tanto?

Assolutamente, bisogna imparare la tecnica, e scattare! Quando ho iniziato negli anni 90, era ancora un hobby costoso, si usava la pellicola, si stampava, ma adesso è cambiato tutto. Si scatta sempre di più, la tecnologia digitale ci ha reso le cose molto più facili, ha reso la fotografia alla portata di tutti. Prima con la pellicola il fotografo era veramente un mestiere, la pellicola non ti concedeva errori o molto pochi, completare un reportage in qualsiasi campo significava avere un bagaglio di tecnica che molti fotografi contemporanei si sognano.

Quali cambiamenti ha dunque, portato il mondo del digitale?

Oggi col digitale tutti possono fregiarsi del titolo di fotografo, e si commettono sempre più errori, tanto con dsc_3539photoshop aggiusti o cancelli. La pellicola, se sbagliavi lo sapevi dopo una settimana, con buona pace del cliente (se era un lavoro) o della tua ricerca personale. Se da una parte è l’evoluzione della specie, ci sono macchine professionali che oltre a costare un occhio della testa, sono veramente sorprendenti per qualità e prestazioni. Dall’altra parte però, ha aperto la strada a quelli che io chiamo i dilettanti allo sbaraglio. Questi personaggi non hanno la minima preparazione tecnica, ma si firmano e regalano pur di avere cinque minuti di notorietà. Così facendo rovinano la piazza! A pagarne le conseguenze sono i fotografi preparati, quelli che hanno investito in tempo, attrezzatura e competenza.

Quale è stato il tuo primissimo lavoro?

934033_1117392961619309_6097700095719119549_nLo ricordo ancora, il mio primo lavoro, o comunque uno dei primi, ero preoccupatissimo perché non sapevo il risultato finché non ho visto le stampe.

Mi pare di capire che inizialmente, quindi il tuo è stato un hobby. Come è diventato un vero e proprio lavoro?

Una decina di anni fa, dopo aver vissuto per vari anni in Inghilterra, torno a casa e alcuni colleghi mi propongono di far parte del loro studio. Inizio a cimentarmi, lavorativamente parlando, con reportage, serate e matrimoni. La tecnica imparata negli anni mi ha aiutato a dare al cliente e ai colleghi un risultato soddisfacente, ma nel frattempo affinavo le tecniche non più di fotografia ma di marketing e ( come direbbero gli inglesi, problem solving) ovvero come risolvere i problemi legati alle difficoltà del contatto col cliente, ma anche cosa fare per 12241474_1087418137950125_1333285322001057525_n soddisfarlo.

Realizzi anche scatti per sfilate e/o che trattano la moda?

Alcuni anni fa, mentre collaboravo come fotografo di scena in una trasmissione in onda sull’ emittente campana luna tv e allo stesso tempo realizzavo reportage di matrimoni, mi iscrissi ad un master per specializzarmi in fotografia di moda. Qui apprendo e miglioro le tecniche di gestione luce in sala posa per potermi avvicinare in maniera professionale al mondo della moda, che ancora oggi mi affascina ed incuriosisce. Un genere fotografico che non ho più abbandonato anche se Napoli non è certo Milano o Londra, dove si celebrano le settimane della moda. Sono tuttavia, le attività su cui sto portando la mia attenzione e che mi stanno dando soddisfazione sono le sfilate di moda

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

946537_10200782824591433_1539056766_nNon ti nascondo che il mio desiderio /sogno sarebbe aprire una sala posa, uno studio tutto mio, ma in questo periodo di crisi, è un passo molto impegnativo. Sto cercando colleghi per associarmi in uno studio o agenzia, dove mi posso solo concentrare sullo scatto e lasciare ad altri più bravi di me, la parte sociale e imprenditoriale.

 

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Un pensiero su “Il racconto di Andrea Carlino “così è cambiato il modo di vivere la fotografia”

  • 26/09/2016 in 14:49
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    volevo ringraziare la cara amica, nonchè direttrice, Sonia x la sua disponibilità e gentilezza e per il bell’articolo intervista, una chiacchierata che mi ha permesso di far conoscere a nuovi amici la mia passione x la fotografia e per tutto il mondo che la circonda. a presto e saluti a tutti

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