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Le vie del gusto: ripartire dal territorio e dalla forza della riflessione

Le vie del Gusto, kermesse itinerante organizzata da Carmela D’Avino, direttrice de Il Mediano, in collaborazione con il professor Carmine Cimmino, storico e studioso del vesuviano, segna il cammino della ripartenza dopo un periodo difficile, in cui ancora aleggia lo spettro del Covid e delle sue conseguenze a livello sanitario e socio-economico. Si riparte, dunque, e lo si fa all’insegna del coraggio e dell’amore per un territorio, spesso bistrattato o misconosciuto, in un viaggio tra i sapori della tradizione e momenti di musica, arte e storia.

Location Tenuta San Sossio con la sua bellezza.

Ripartire vuol dire meditare su quello che è già stato fatto, su quello che c’è ancora da fare e su quanto c’è da migliorare. Come avrebbe detto Massimo Troisi è necessario ricominciare da tre: territorialità e tradizione, investimenti mirati e innovazione.

Lo sanno bene due rappresentanti del territorio e delle sue eccellenze, che hanno ottenuto un riconoscimento proprio per questo: l’azienda Agricola Mosca Francesco e l’azienda agricola Don Camillo.

“Il vino Catalanesca – spiega la sommelier e giornalista Maria Consiglia Izzo – ha un colore bellissimo: un giallo paglierino che sfuma nel dorato. Le sue caratteristiche organolettiche meriterebbero gli stessi riconoscimenti internazionali di altri vitigni autoctoni, come l’ischitano Biancolella, che oggi figura in tutte le più importanti carte dei vini”.

Il titolare dell’azienda Don Camillo ricorda come alcune scelte siano frutto del coraggio di reinventarsi, abbandonando percorsi certi e consolidati, pronti a scontrarsi anche con qualunquismo e disorganizzazione.

“Oggi si abusa della denominazione del pomodoro del Piennolo, per esempio – evidenzia – mentre per poterla utilizzare occorre aderire a un consorzio e osservare un disciplinare preciso. Nella mia azienda ho deciso di curare il particolare: ne è prova il packaging che richiama da una parte la tavola periodica degli elementi e dall’altra l’universo dell’arte”.

Mangiare rappresenta un atto meditativo, assorto, ma anche di dialogo con chi condivide il desco. Il cibo è anche espressione di un bisogno primordiale, che si soddisfa in silenzio, in maniera famelica, quasi difendendo il piatto duramente conquistato e assicurato a sè e alla propria famiglia attraverso un duro lavoro, come sembra indicare il gesto e l’espressione del padre che mangia un piatto di pasta dipinto da Renato Guttuso.

Come ha ricordato lo storico Carmine Cimmino, citando Allende “degustare un piatto è come sfogliare un libro”.

Lo chef Ciro Molaro dedica il suo menu meditativo ai frutti dell’autunno tra cui spiccano zucca e castagne, ma anche altri prodotti del territorio vesuviano.

Si comincia con un aperitivo di benvenuto e si prosegue con un antipasto recante un bollino colorato con spada affumicata, formaggio fresco e confettura alla pellecchiella, parmigiana di melanzana e bruschettina con pomodorino; per il primo uno speciale risotto con zucca e castagne; la seconda portata è un’arista ai profumi di sottobosco. Per concludere uno speciale dolce della casa, un cannolo da riempire con ricotta fresca e gocce di cioccolato e da guarnire con granella di pistacchio, e un cestino di caldarroste bollenti.

“La castagna – continua Cimmino – è un frutto che allude all’ambivalenza e anche all’apparenza che può ingannare. Fuori infatti può avere una buccia brunita e lucida perfetta, ma dentro può nascondere una macchia scura, una pecca”

Per dar modo di assaporare il vero sapore dei pomodorini del piennolo lo chef ha poi omaggiato gli ospiti con un gustoso fuori programma: un piatto di spaghetti sciuè sciuè.

E’ stato, inoltre, consegnato un premio offerto da Idea Regalo di Rachele Terracciano, una maschera di Pulcinella, interamente realizzato a mano da due artigiani napoletani, come riconoscimento alla carriera al Maestro Gianni Conte, voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, che ha emozionato gli ospiti con una sua interpretazione dal sapore antico.

La parte tecnica dell’evento è stata interamente curata da Giovanni Sodano.

Ad accompagnare gli ospiti alla scoperta delle varie tappe della serata la magistrale conduzione della giornalista Sonia Sodano.


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