Napoli Pizza Village, la festa è finita, ma la pizza resta nel cuore

E’ stato presentato sabato sera, alla IV edizione del Napoli Pizza Village, l’inno ufficiale della pizza dal titolo ‘My pizza is wonderfoul’. L’inno della napoletana, che piace e che unisce il mondo, è stato ospitato lo scorso anno anche all’Expo di Milano e strizza l’occhio all’Unesco. Il testo scritto dal maestro Raffaele Piscitelli, Gianfranco Caliendo, ex del giardino dei semplici e da Pina Pascarella, Project Manager dell’intero progetto, nonché presidente dell’associazione Donare è… Amore , è stato interpretato magistralmente  dall’artista Pasquale Romano, che durante la kermesse ha omaggiato  tutti i presenti del  suo ultimo lavoro discografico, ‘Ancora il sole sorge’, un inno alla città partenopea, definita da molti la più  bella del mondo. Il brano, presentato ad una via Caracciolo stracolma di gente a ritmo di rumba, racconta la vita dei pizzaioli, coloro che ogni giorno e ad ogni latitudine producono il proprio lavoro con ingredienti semplici rendendo unico il pasto più gustato della terra. Durante la  kermesse, presentata dall’artista  Lino D’Angiò e dalla giornalista Emanuela Belcuore, si è  esibita, tra le tante  la splendida voce di Anna Capasso a cui è andato tutto il plauso del pubblico. Presente con la sua simpatia anche l’artista Lucia Cassini uno dei simboli della città partenopea.

Ieri invece, l’ultima serata. Per salutare i numerosi ospiti accorsi in questi giorni, il programma è partito alle 18:30: “NPV Pizza Class” a cura di Salvatore Salvo (Pizzeria Fratelli Salvo) in collaborazione con Casa Rossopomodoro, Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Molino Caputo;  alle 19: “NPV Kids” a cura del Maestro Pizzaiuolo Ernesto Fico (nell’Area NPV Experience Piazza della Repubblica) e programma live radio e radiovisione Rtl (Track in Rotonda Diaz); alle 19:30: mini corsi di lavorazione ceramica per bambini/ragazzi a cura dei docenti dell’istituto professionale per la ceramica e la porcellana Giovanni Caselli di Napoli; alle 20 “NPV Kids”, a cura del Maestro Pizzaiuolo Ernesto Fico, in collaborazione con Associazione Pizzaiuoli Napoletani (Area NPV Experience Piazza della Repubblica); alle 20: “NPV Preview” col maestro Renato Bosco (Pizzeria Saporè di San Martino Buon Albergo – Verona); alle 20:30: “NPV Pizza Class”, a cura di Simone Fortunato (Pizzeria Diaz); alle 21 NPV Kids, a cura del Maestro Pizzaiuolo Ernesto Fico in collaborazione con Associazione Pizzaiuoli Napoletani (Area NPV Experience Piazza della Repubblica); alle 21 Programma live radio e radiovisione Rtl (Track in Rotonda Diaz); alle 21: Spettacolo all’area palco “RTL 102,5 Show”, con J-Ax, Fabio Rovazzi, Chiara Grispo e Grido; alle 22: NPV Kids a cura del Maestro Pizzaiuolo Ernesto Fico in collaborazione con Associazione Pizzaiuoli Napoletani; alle 22:15: “NPV Preview”, col maestro Davide Civitiello (Pizzeria Rossopomodoro di Napoli); alle 22:30: “NPV Pizza Class” a cura di Diego Viola (Pizzeria Santa Maria in Portico).

Anche quest’anno insomma, la vera protagonista è stata la pizza, con i suoi colori e i suoi sempre rivisitati gusti. Oltre 24 mila i posti a sedere, per una delle kermesse più amate da cittadini e dai turisti. Ingresso gratuito e cinquanta tra le pizzerie campane più famose. Il menù per le serate oltre ad una pizza (disponibile anche quella per celiaci), comprendeva una bibita, un dolce o un gelato, più caffè alla modica cifra di dodici euro.

Inoltre, in collaborazione con gli esercenti presenti e con l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, si è disputato anche il campionato mondiale dei pizzaiuoli “Trofeo Caputo”, vinto da Andrea Cozzolino (originario di Giugliano, ma in forza alla pizzeria “095” di Melbourne) .

Tra i tanti  stand gastronomici, presenti alla kermesse, ci piace ricordare alcuni come quelli del ‘Guappo’, ‘Sorbillo’, ‘Rosso Pomodoro’, che hanno fatto da cornice all’evento. L’appuntamento è  rimandato al prossimo anno in un tripudio di luci, colori, suoni, gusti e  musica, in una Napoli definita da Eduardo De Filippo ‘nu paese curioso: ‘nu teatro antico, sempre apierto.”

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