Formazione attoriale al Social World Film Festival 2019

I riflettori si sono da poco spenti sul SocialWorld 2019, manifestazione che, con il regista campano Giuseppe Alessio Nuzzo alla direzione artistica, tende alla promozione del cinema sociale, il cinema che mette il dito sulle piaghe che affliggono l’umanità del terzo millennio. Giunto alla sua nona edizione, il SWFF è stata una galoppata lunga nove giorni che ha visto Vico Equense piacevolmente invasa da cineasti, attori e, soprattutto, da un vasto pubblico che ha mostrato di gradire l’agenda del festival ricchissima di appuntamenti ed eventi. Di questo la nostra testata ha già dato puntuale e dettagliato resoconto nei giorni scorsi. Vi è tuttavia un aspetto meno noto dell’incontro vicano: quello dei laboratori, offerti agli addetti ai lavori ospiti della manifestazione a titolo completamente gratuito, ciò grazie alla collaborazione con l’Università del Cinema. Le nuove tecnologie digitali impiegate nelle produzioni multimediali hanno permesso di estendere in maniera significativa l’offerta di contenuti: basti pensare, ad esempio, alle multisala, oggi lo standard de facto per quanto riguarda le sale di proiezione cinematografica, o alla tv digitale che, grazie all’ottimizzazione dello sfruttamento dello spettro delle onde radio destinate alla telediffusione, ha consentito di veicolare centinaia di canali audio/video rispetto alle poche decine consentite dal sistema analogico. A ciò si aggiunga la proposta di entertainment attraverso la rete internet, con la tecnologia comunemente definita ‘streaming‘, e la prospettiva, tutt’altro che remota, di convergenza di tutte queste tecnologie a delineare un panorama di distribuzione dei prodotti multimediali dai contorni ancora indefiniti ma che già è possibile intuire ricchissimo ed entusiasmante. A tale esplosione dell’offerta ha fatto da contraltare un altrettanto esponenziale aumento della richiesta il che ha reso il comparto della produzione e distribuzione degli audiovisivi uno dei più ricchi e promettenti in assoluto. Corretta, dunque, la scelta fatta da un numero sempre maggiore di giovani di cercare la propria affermazione professionale nel settore dello spettacolo. A fronte di tutto ciò si delinea quindi l’esigenza di offrire a questo nuovo, pacifico esercito di futuri lavoratori nel campo dell’intrattenimento una ricca e soprattutto seria ed onesta offerta formativa in tutte le numerosissime professionalità richieste: non solo attori, dunque, ma anche scrittori, registi, direttori della fotografia ed operatori di ripresa audio e video, una vastità di competenze stimolante ed estremamente promettente dal punto di vista dell’inserimento nel mondo del lavoro. Anche in questo àmbito il SWFF è stato presente, con dibattiti ed incontri di qualificazione dedicati alle professioni dello spettacolo: ad aprire le danze l’attore Stefano Accorsi protagonista di una masterclass nel corso della quale si è intrattenuto a discutere con un gruppo di giovani attori dando loro preziosi consigli ed esortazioni frutto di un’esperienza attoriale quasi trentennale. “Non siate troppo pazienti”, ha detto l’attore bolognese rivolto alla platea, “realizzate i vostri sogni ed i vostri progetti senza indugiare troppo in analisi eccessivamente approfondite e timori che rischiano di impastoiare e bloccare la vostra creatività”. Nei giorni successivi si è tenuto il workshop di tecniche vocali a cura della neuropsicomotricista e vocologa artistica Marina Tripodi, seguito dal laboratorio intensivo teorico-pratico per attori sulle scene d’azione a cura dell’attore e stunt coordinator Antonio Polito;  ed ancora workshop sul ritmo corpo e parola a cura del regista, attore e performer Ciro Pellegrino e, per finire, una masterclass sulla recitazione e regia per attori e registi con Abel Ferrara, newyorkese di orgine italiana, famoso per il suo cinema di stampo noir, con le sue atmosfere cupe ed i suoi personaggi disperati che si muovono in scenari di profonda degradazione alla ricerca di un riscatto che appare irraggiungibile. Giuseppe Mastrocinque, attore, actor coach, docente di recitazione presso l’Università del Cinema e titolare dell’agenzia PM5 TALENT, in seno al SWFF 2019 ha gestito i casting estemporanei per le strade di Vico Equense alla ricerca dei volti dei protagonisti di domani, ed è stato inoltre coordinatore e responsabile settore masterclass e workshop della manifestazione. A lui abbiamo rivolto alcune domande:

D: Una kermesse di 9 giorni ricca di concerti, proiezione ed incontri, uno sforzo organizzativo importante. Qual’è il bilancio finale di questa nona edizione dal punto di vista degli organizzatori?
R: Il bilancio è stato positivissimo. Una gran bella edizione. Per quanto mi riguarda, riferito al segmento di cui mi sono occupato, sono davvero soddisfatto. Quest’anno abbiamo introdotto oltre ai consueti incontri con gli attori e quindi alle masterclass anche workshop pratici per attori, devo dire con grande successo sia dal punto di vista della partecipazione che degli attestati di stima ricevuti. Stiamo già lavorando al decimo appuntamento che fin da ora si prospetta come una grande edizione. Dieci anni fanno ormai del SWFF una certezza ed una realtà, il tutto grazie ad un ragazzo che 10 anni fa appena 20 enne ha creduto in un sogno: sto parlando di Giuseppe Alessio Nuzzo con cui oggi divido una serie di attività.
D: Cosa pensa delle comunicazioni digitali oggi così diffuse ?
R: Io credo che oggi non sia più possibile fare a meno della comunicazione on line. È un canale del tutto nuovo, rivoluzionario rispetto al modo in cui era possibile comunicare solo due decenni fa. Tuttavia, come per ogni altra cosa, è importante il modo in cui lo si impiega. Noi al Social utilizziamo molto gli strumenti digitali, è il modo più diretto e immediato di comunicare.
D: Da formatore, oltre che da attore, quali iniziative ritiene possano essere prese da privati così come da enti pubblici per meglio preparare ed instradare alla professione il numero sempre crescente di giovani che vogliono trovare la propria strada nel mondo del cinema e della televisione? Che consigli o quali moniti si sente di dare loro ?
R: La formazione è un affare serio. E’ un’affermazione per la quale mi batto da anni. Lo studio è di importanza fondamentale quando vuoi intraprendere un percorso professionale, qualunque esso sia. Può capitare che qualcuno ti scopra, anche se prima non hai mai fatto niente che ti abbia fatto notare. Ma anche se possiedi talento naturale occorre che vada curato e incanalato perché conduca ad una vera crescita individuale e professionale. Io consiglio sempre ai ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera di studiare, studiare e poi… studiare. Prima di scegliere una scuola informatevi, speculate: chiedete chi sono i docenti ed informatevi su di loro; fatevi dire quale metodo viene seguito e se quella tal scuola ha formato attori che oggi lavorano. Ma, soprattutto, che non vi chiedano cifre esorbitanti e fuori mercato, come quelle che ultimamente alcune accademie stanno richiedendo, cifre elevate come 4000 o addirittura 7000 euro.
D: Ritiene valido il supporto alla formazione di attori e tecnici in discipline dello spettacolo dato dalle istituzioni pubbliche e private ? Come pensa che possa essere migliorato tale supporto ?
R: Credo che tutti, istituzioni e privati, possano essere di supporto alla formazione di professinalità valide nel settore cinetelevisivo. Occorre solo serità e tanta buona volontà. Io, ad esempio, sono costantemente alla ricerca di sponsor disposti ad offrire borse di studio per dare la possibilità di accedere alla formazione ai tanti ragazzi che nutrono la passione per quanto attiene alle arti performative, ma purtroppo non hanno disponibilità economiche. Personalmente ne offro sempre dalle due alle tre nella mia scuola ed il mio unico dispiacere e di non potere fare di più. Speriamo qualcuno si faccia avanti e mi sopporti in questa iniziativa.
D: Negli ultimi anni si è assistito ad un rinnovato interesse dei produttori cinematografici e televisivi per il territorio napoletano e campano in generale, come testimoniato, per esempio, dal grande successo di pubblico di lavori televisivi e cinematografici basati sui libri di Roberto Saviano.
R: Napoli e la Campania oggi vivono un bellissimo periodo cinematografico. Credo che il cinema o, per meglio dire,  un certo tipo di cinema stia aiutando Napoli ad incrementare le presenze turistiche nel proprio territorio. Devo però ammettere un mio limite personale: non ho ancora visto film tratti dai libri di Saviano.
Salutiamo Giuseppe Mastrocinque ringraziandolo per la sua disponibilità  così come ringraziamo tutti gli organizzatori del festival per la cortese collaborazione. Un saluto ed un arrivederci al prossimo anno per la decima edizione del Social World Film Festival. 

Foto di Juna Lieto

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