Esclusiva – The Dik’s Brothers: “La musica è un patrimonio di tutti”

di Sonia Sodano

Capovolgendo completamente il concetto italiano di canto, per la prima volta, un coro polifonico “accompagna” un tastierista ed il repertorio vede l’alternarsi di pezzi cantati a quelli solo suonati. Stiamo parlando dei “The Dik’s Brothers” che abbiamo intervistato per voi!

Il gruppo ha quattro registri vocali ed è composto da 12 ragazzi tra i venti e i trent’anni, ma chi sono i “The Dik’s Brothers”?
“Sono il coro polifonico del rock nato da un’idea di Carmen Giordano, una tastierista per professione, che ha deciso di fondere il rock con il concetto di polifonia e di ribaltare il concetto di canto italiano presentando un set di tastiere accompagnato da un coro. In Italia, paese del bel canto, la voce regna sovrana e in questo genere musicale in particolare si riscontra sempre un cantante accompagnato da una band; un cantante che fa da frontman e che si presenta con le sue capacità come biglietto da visita. Nei The Dik’s Brothers la scena è affidata alle competenze della tastierista, il resto della band è virtuale; una band magistralmente lavorata e gestita dal un indispensabile fonico, Emanuele Gotta e…non un solo cantante ma 12! Dodici perone, professionisti, amatori del genere, appassionati del canto che sono state coinvolte nell’abbracciare questo esperimento risultato poi molto apprezzato. Ecco tutti gli elementi del coro:

Corista: Anna Cefariello
Corda: Soprano
Classe: Adora festeggiare l’anniversario del suo 18° compleanno
Canta da sempre e alle spalle ha numerosissime esperienze al fianco di Carmen. Anche lei, come tanti altri, ha iniziato la sua esperienza in chiesa.E’ una dei fondatori del coro.

Corista: Valentina di Fiore
Corda: Soprano
Classe: ‘87
Soprannominata “Flipper” per la sua voce da delfino, riesce a prendere delle note iperultrasovracute per il dispiacere dell’intero vicinato. E’ una di quelle a cui puoi aprire il cancello senza rispondere al citofono. Canta da quando aveva circa 1 anno…impegnata nel coro parrocchiale e coinvolta in numerose esperienze polifoniche con Carmen. Anche lei è una fondatrice dei Dik’s

Corista: Rossella Procida
Corda: Soprano
Classe: ‘93
Conosciuta per caso, amante dell’arte, è diventata una corista eccellente dal nulla…siamo la sua prima esperienza di polifonia e si è conquistata il suo posticino cavandosela alla grande.

Corista: Rossella Perasole
Corda: Mezzosoprano
Classe: ‘92
Rossella è con noi, è sempre con noi,dal primo giorno, da quando siamo nati ma solo ed esclusivamente fisicamente perché in realtà è sempre con la testa altrove. Vive sulle nuvole… la amiamo perché capisce sempre un quarto di quanto le viene detto.

Corista: Solange Scognamiglio
Corda: Mezzosoprano
Classe: ‘87
Solange…il nome dice tutto…ci è piombata addosso sconvolgendoci la vita con la sua solarità. Anche per lei siamo una prima esperienza che l’ha assorbita completamente al punto tale da buttarsi completamente nello studio della musica.

Corista: Veronica Scognamiglio
Corda: Mezzosoprano
Classe: ‘84
Veronica viene da precedenti esperienza in vari cori polifonici che le hanno dato un’impronta classicissima; all’inizio era una scommessa per noi farle cantare Rock…oggi: 1-0 per i Dik’s

Corista: Nello Padula
Corda: Tenore
Classe: ‘95
Nello è una new entry insieme con Roberto Profenna. Anche lui viene da esperienze precedenti sia come corista che come cantautore. Incrociamo le dita per lui… E’ stato uno dei casi in cui i social network tornano utili-, ci ha contattato tramite fb dichiarando: “Mi sento molto Dik’s Brother”

Corista: Roberto Profenna
Corda:Tenore
Classe: ‘94
Roberto è l’anima sensibile del nostro gruppo…infatti tutti lo prendiamo in giro per le sue dolcissime teorie. Anche lui conosciuto tramite fb, sogna di diventare corista ufficiale di Tiziano Ferro…tentiamo di distoglierlo perché vogliamo l’esclusiva ma non abbiamo ancora vinto la battaglia

Corista: Luca Oliveri
Corda:: Tenore
Classe: ‘92
E’ uno dei padri fondatori dei The Dik’s Brothers; lui per noi da l’anima, i capelli e il petto glabro come il collo di un tacchino. Cantante polistrumentista con una profonda attitudine alla batteria.

Corista: Agostino Perasole
Corda: Basso
Classe: ‘90
Provate a dire ad Agostino che non è un basso vero e non solo ve lo farete nemico per sempre ma tenderà a stordirvi con delle note bassissime che vi faranno vibrare il cervello. Anche lui ha avuto un bel po’ di esperienze precedenti, molte di più al fianco di Carmen che l’ha costretto a riprendere dopo un periodo di corde vocali appese al chiodo. Che spreco…

Corista: Alex Contursi
Corda: Basso
Classe: ‘94
Il nostro gigante buono. E’ un ottimo scaricatore di porto oltre che un grande corista e un eccellente beat boxer. Dopo due anni e dopo avergli promesso di tutto, ha finalmente accettato di entrar a far parte della nostra squadra per la sua prima esperienza da corista.

Corista: Vanessa Contursi
Corda: TUTTO
Classe: ‘89
Non ti ricordi dove hai lasciato il tuo telefono? Chiedi a Vane. Non sai dove sono i cavi? Chiedi a Vane! Non ti ricordi un’armonizzazione? Chiedi a Vane! Vanessa è la nostra tuttologa; in pratica è un data-base, ricorda tutto, nel bene e nel male. Nessuno di noi la ricorda “non cantante”. E’ anche lei una dei fondatori del coro e proviene da numerosissime esperienze sempre e solo al fianco di Carmen. Lei canta in ogni corda, attualmente canta tra i maschietti nella corda dei tenori.E’ una X non conosce bene le sue origini e i suoi compagni di corda si chiedono spesso se ha un Dik.

Fonico: Emanuele Gotta
Emanuele è la nostra salvezza. Gestire 12 microfoni, 1 sequencer e 3 tastiere senza fischi e senza interferenze non è da tutti. Senza di lui non si va da nessuna parte! E’ piombato nella nostra vita salvandoci in una situazione di emergenza!

Tastierista: Carmen Giordano
Carmen è quella che ha fondato i Dik’s Brothers. Ha sempre lavorato per progetti suoi impegnandosi anche in progetti altrui. Tastierista per professione (ha scelto di mangiare pane e cipolla pur di fare quello che la rende più felice) un giorno mise tutti su you tube a cercare se in qualche angolino remoto del globo ci fosse qualcuno che facesse rock in polifonia…NESSUNO, NIENTE! Il 17 aprile di 4 anni fa nacquero i THE DIK’S BROTHERS con una precisazione “Io sono i The Dik’s Brothers e questo è il mio ultimo progetto: me lo porto nella tomba!”

La vostra musica è una rilettura in chiave polifonica degli evergreen del Rock?
“Sì. Il coro ad oggi esegue evergreen del rock in 4 o 6 voci indipendenti ma stiamo sperimentando una composizione a 12 parti…vi terremo aggiornati!
Gli arrangiamenti delle tastiere e le composizioni vocali sono frutto di notti insonni di Carmen che sperimenta, sperimenta, sperimenta e qualche volta sperimenta.”

I vostri pezzi vanno dal pop-rock al progressive fino al latin rock riarrangiati in polifonia. Qual è però il genere che di più si avvicina all’essenza dei “The Dik’s Brothers”?
“Ovviamente i madrigali e i canti gregoriani! Andiamo fortissimi con l’alleluja! A parte gli scherzi, forse il rock progressivo è quello in cui ci rispecchiamo maggiormente poichè con esso abbiamo in comune sperimentazione, innovazione e supporto di studi classici”.

Possiamo dire che la vostra musica si rivolge ad un pubblico eterogeneo, dai più “vintage” ai più giovani e perché questa scelta?
“La musica è un patrimonio di tutti e in essa ci sono le emozioni di qualsiasi esecutore. Diffondere le emozioni e l’energia del rock è una delle cose che ci fa stare meglio e ci va di condividerle con chi quei tempi li ha vissuti e chi invece non ha idea di cosa si stia parlando. Riportare alla conoscenza di tutti note su note che hanno fatto la storia è un modo per onorare il concetto di evergreen”.

Cosa volete comunicare al vostro pubblico?
“Be’ ognuno di noi sicuramente comunica le proprie emozioni e fonde in un live tutte le sue esperienze. Questo crea una magica sinergia che si traduce in un “Ciao! Stiamo benissimo e tenteremo con la nostra musica di far star bene anche te che ci stai ascoltando!”. Cerchiamo di comunicare che il live è come camminare a 30 mt d’altezza senza la rete di protezione ma resta un mezzo vero, genuino. In un’epoca di musica in studio, alta tecnologia e tastini magici si è un po’ persa “l’imperfezione” della musica dal vivo. Se solo fosse per sprigionare una quantità immane di energia che tentiamo di irradiare a ciascuno! Dopo un live ci sentiamo come se avessimo fatto un trasloco ma ne vale la pena!!! Chi ci ha ascoltato ci ha spesso domandato “ma tutta questa salute, dove la prendete?”. “E’ colpa della musica che facciamo”, rispondiamo “Non è colpa nostra!”. Ci divertiamo, in modo sano e quello che proponiamo non esce dal nulla: è frutto di un talento accompagnato da tante, tante e tante ore di studio, individuale e insieme”.

Quanto i classici della storia del rock e della musica in generale hanno influenzato il vostro modo di suonare?
“I classici influenzano tuttora il 100% delle nostre rese. Quando affrontiamo il montaggio di un pezzo, per poterne rendere a pieno la potenza dobbiamo capire, contestualizzare, scovarne le origini. Perchè l’autore ha fatto queste scelte? Perchè questo testo? Che voleva comunicarci? Come possiamo rispettare la sua opera ma contemporaneamente lasciare l’impronta del nostro stile? Queste le domande che ci poniamo. Ci trasformiamo quindi in ricercatori: leggiamo notizie dell’autore, traduciamo i brani, tentiamo di calarci nel suo contesto storico, sociale, nelle sue ideologie. E poi, da ricercatori ad artisti!!!”

Perché avete deciso di formare un gruppo nonostante il periodo musicale non sia dei più favorevoli?
E’ vero: il periodo non è dei più favorevoli per svariati motivi e molti come noi si ostinano a mettere su band. Noi vogliamo dimostrare che le cose non stanno andando per il verso giusto continuando a gironzolare con un prodotto genuino: ci siamo fatti da soli e senza scendere a compromessi. Preferiamo mangiare pane e cipolla senza fare bagattelle. Vantiamo poi una politica anti contest e anti talent ferrea: la musica è un’arte ed è uno dei mezzi quindi per esprimere se stessi; come possono le emozioni stare in competizione? Ma soprattutto, come può un’emozione essere posta al giudizio popolare che serve solo a riempire il locale?  E ancora, perché per diventare “qualcuno” non bastano talento e ore e ore di studio ma bisogna per forza sostare qualche mese sotto l’ala protettiva di Mediaset? Dov’è finita la meritocrazia? Dov’è il concetto di arte? Qualcuno potrebbe dire “Sì ma avete fatto qualche contest!”. “È vero. Abbiamo aderito a due contest: uno per inaugurare la band e uno per provare l’impianto comprato. Nessuno dei nostri è venuto per votare!” Cerchiamo risposte facendo live e dimostrando che questo siamo, questo ci piace fare, questo è il genere di musica che meglio permette di esprime le nostre emozioni e non siamo molto interessati a “quello che vende meglio”.

Il vostro sogno nel cassetto?
“La pace nel mondo! No, questa è una risposta per partecipare ad un reality; non va bene per questo contesto. mmmmh….Fare live quasi tutte le sere, vivere di musica, riempire gli stadi e farci conoscere in tutto il mondo è chiedere troppo? E va be’ allora ci piacerebbe fare un maxi concerto in cui suoniamo con i musicisti dei pezzi del nostro repertorio…che sappiamo!?! Jerry lee Lewis, Kate Emerson, Patty Smith, Chuck Berry; con Freddy Mercury, Jon Lord e le Andrews Sisters lo vogliamo fare più in là, molto più in là!”

Nascete circa quattro anni fa, ad oggi i “The Dik’s Brothers” a chi vogliono dire grazie?
“A tutti coloro che ci mettono i bastoni tra le ruote; grazie, grazie, grazie! Ci date la carica per affrontare i momenti no.”

Come si diventa membro dei “The Dik’s Brothers”?
“Dik’s Brothers si nasce, è proprio scritto nel DNA. E’ strettamente necessario essere in grado di saper cantare in coro ma avere anche una marcata predisposizione solistica dal momento che ciascun corista è munito di microfono. È indispensabile chiaramente aver avuto esperienze in polifonia, meglio ancora se in cori a cappella con repertorio rinascimentale e barocco. Capacità di memorizzazione dei testi molto alta poiché giriamo senza testi, affinità con la lingua americana, grinta e capacità di reggere un palco in modo scenico sono altre caratteristiche imprescindibili per essere un TDB. La conoscenza della teoria musicale, del solfeggio ritmico e parlato e dell’armonia sono cose che si acquisiscono in itinere poiché prima delle prove abbiamo la nostra bella oretta di studio collettivo; meglio ovviamente se si hanno già conoscenze di base. Per diventare membro della band è possibile contattarci tramite i nostri canali fb, pagina e profilo, o tramite e-mail a thediksbrothers@gmail.com o tramite whatsapp, sms e chiamata al numero 3927711197. Fatto questo è necessario trascorrere con noi due ore e non pensare nemmeno una volta al suicidio/omicidio! Inoltre bisogna sostenere fermamente che non hai bisogno della tua vita, che Anna sia diciottenne, che Rossella Perasole sia scaltrissima e che il nostro manager sia magnifico!”

Ci sono progetti futuri?
“Stiamo lavorando a un inedito che ha deciso di prendersi tutto il tempo necessario per poter essere l’esatta rappresentazione di quel che siamo. A breve terminerà la nostra demo, una rec di tre cover, che conterrà qualche sorpresina che non sveliamo. Stiamo lavorano all’organizzazione di un tour che ci vedrà impegnati in una serie di live in locali e manifestazioni. Tutto il resto è un climax di fantasie, anche altrui, che certamente prenderanno vita.”

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