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Il potere delle donne

11825968_10206905366379997_3174176671843835242_ndi Rossella Napoletano

Poteva essere la mia Gradiva (colei che avanza), la mia vittoria, la mia donna. Ma perché questo fosse possibile, bisognava che mi guarisse. Lei mi guarì, grazie alla potenza indomabile e insondabile del suo amore: la profondità di pensiero e la destrezza pratica di questo amore surclassarono i più ambiziosi metodi psicanalitici.”

Così parlava Salvador Dalì di Gala, Elena Ivanovna Diakonova. Una donna, la sua donna, la sua ossessione. Un Gala Dalìamore tormentato, a tratti malsano e logorante, la cui fiamma però rimase divampante sino all’ultimo respiro dell’artista, anche negli ultimi anni della sua vita, quando ormai Dalì e Gala non erano più una coppia di fatto. Gala morì all’età salvador-dali-ma-femme-nue-regardant-son-porpe-corpsdi 88 anni, sotto il perenne sguardo passionale del pittore catalano, il quale volle che “quel corpo tanto amato e così tante volte immortalato” fosse imbalsamato e poi deposto nella cripta del Castello di Pubol, che Dalì aveva acquistato per lei, affinché potesse continuare a contemplarla, ad adorarla.

Una personalità quella di Gala dotata di mille sfaccettature. Complessa, manipolatrice, avida, condottiera e possessiva ma checché se ne dica ha avuto un’oggettiva influenza su una delle personalità artistiche più geniali del nostro tempo. Seppur non dotata di una bellezza fisica perfetta Gala è riuscita ad ammaliare gli artisti dell’epoca tanto da divenire una vera e propria Musa del Surrealismo. Ella divenne l’immagine dell’eros come fuoco sacro, un incantesimo occulto che legò a sé Salvador Dalì fino alla fine, nonostante le difficoltà, nonostante la ferocia della vita.

Insomma è anche merito di Gala se l’artista Dalì è riuscito a donare all’arte le opere che apprezziamo oggi.

Salvador-Dali-Galarina_-1944-45_-Oil-on-canvasNaturalmente quello di Gala è solo uno dei numerosissimi esempi di donne che hanno reso un contributo all’umanità più o meno grande ed è ben nota la difficoltosa storia del gentil sesso ma attualmente le donne della nostra società possono permettersi di uscire, lavorare, opporsi ed esprimersi. In fondo l’8 marzo è anche questo: un momento per fermarsi e dire grazie, a chi ci ha precedute ed ha reso possibile essere apprezzate.

Perché il potere di una donna è un qualcosa di eccezionale e per fortuna viene riconosciuto sempre di più. La sua importanza per la famiglia, nucleo vitale della società e la capacità di farsi carico di pesi spesso più grandi di lei la rendono un essere decisamente speciale. Al di là di ogni banale retorica, di luoghi comuni, emancipazioni, diffidenze, la donna è un dono straordinario, così come lo è d’altronde l’intera umanità… nonostante tutto.

Buon 8 marzo al mondo!

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