Renzi

Matteo Renzi è il padre-padrone di Italia Viva ma vuole diventarlo anche del governo. I suoi senatori sono pronti all’esodo per partecipare al Conte Ter.

Renzi gioca al rialzo: vuole cambiare i ministri ma Iv potrebbe non seguirlo

Sono ore davvero drammatiche. Ore in cui la nostra politica si dimostra infantile, proprio nella misura in cui dovrebbe essere matura. L’intreccio si sviluppa al Senato al quale ci si può candidare solo con un età più matura appunto.

Tutto ciò risulta un nervo scoperto per il nostro Paese. La politica, o meglio i politicanti, vengono accusati, da diversi anni, di essersi arroccati in un palazzo d’avorio, lontani dal Paese: dalle sue esigenze e dalla gente normale che ci vive. Insomma il sistema non ci fa una bella figura, ma chi esce veramente sconfitto da questo teatrino è il suo artefice: Matteo Renzi.

Già padre-padrone, per usare una figura ante illuminismo ma sempre presente nella storia anche contemporanea, in Italia Viva vuole replicare con il governo. Non ci ha fatto una bella figura l’ex premier, quando alla conferenza stampa per la dimissione delle ministre Bonetti e Bellanova non ha fatto aprir bocca a nessuna delle due. Una conferenza stampa, quella, poco rispettosa anche dei giornalisti costretti ad accumulare 7-8 domande insieme senza vedersi mai rispondere nel merito. Renzi ha aperto la crisi ed è divenuto il più odiato d’Italia, nemmeno i governisti lo vogliono più.

Nasce quindi l’impasse, perché le richieste di Renzi di rivedere i ministeri (quello della Giustizia su tutti) non è cosa gradita al Movimento 5 Stelle. I grillini dovettero già combattere questa battaglia col Pd, quando Renzi era ancora col Partito Democratico, per la spartizione dei ministeri. Ebbene, vederli messi di nuovo in discussione non fa piacere, anzi.

Italia Viva a questo punto potrebbe non seguire il senatore padrone. Perché c’è un rischio serio: elezioni, che sarebbero una linea di demarcazione. Renzi è al 2% nei sondaggi, e con la soglia di sbarramento il suo partito sparirebbe dalle aule parlamentari. Nel migliore dei casi si siederebbero in pochi da Italia Viva, sicuramente col taglio molti a prescindere non verrebbero rieletti.

Italia Viva si spaccherà: seguaci di Renzi ormai sono suoi ostagi

Tra errori di valutazione, errori politici e figuracce internazionali come quella in Arabia Saudita, Matteo Renzi è ormai sulla graticola. Nessuno vuole avere a che fare con lui, nemmeno la maggioranza vorrebbe se non costretta. Resta però un dubbio: i suoi lo seguiranno comunque?

Già, perché senatori e deputati di Italia Viva hanno lasciato la sicura casa del Pd per seguire Renzi ma sembra che le sue mosse non vengano capite, dai più bonari elettori, ed addirittura disprezzate dai rimanenti. Insomma le elezioni toglierebbero due anni di stipendi e di potere decisionale, quindi tutti vogliono far finire la legislatura. Se Renzi pretendesse troppo e Conte si tirasse indietro, Italia Viva potrebbe spaccarsi ed anzi forse abbandonare in blocco Renzi. Il neonato partito andrebbe in cenere prima ancora di presentarsi a qualsiasi elezione. Potrebbe anche esserci l’ipotesi del “perdono” per i coloro che, transfughi di Iv, vorrebbero tornare nel Pd.

Le voci in tal senso si moltiplicano ed hanno un loro perché. Diverso sarebbe se Renzi cedesse a determinate richieste divenendo più morbido. Dopo aver aperto la crisi, però, assomiglia più ad un bambino davanti alle caramelle: incapace di fermarsi. Purtroppo per lui non ci sono solo i 5 Stelle in questo governo ma anche la parte di Zingaretti, già molto seccata dal doverlo riaccogliere e che, vedendogli tirare la corda, potrebbe far saltare il banco.

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Di Daniele Naddei

Giornalista iscritto all'ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania da maggio 2014. Caporedattore.

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